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Oggi 29 settembre ... mi son svegliato e ... e sto pensando che ... per celebrare questa storica data, non essendoci news particolari da segnalare sul sito (a parte quella che gli Avanzi stanno scegliendo nuovi brani da ri-arrangiare per il nuovo spettacolo ... !!), mi è venuto in mente di pescare dai miei archivi una recensione “inedita” del LP “Emozioni” che feci nel 1999 per On Stage, una rivista musicale bresciana per la quale scrivevo all’epoca. La recensione doveva comparire sul numero di settembre ma purtroppo la rivista chiuse i battenti ed è quindi rimasta “inedita” fino ad oggi.
Buona lettura.
EMOZIONI LUCIO BATTISTI (1970) Ricordi
II 1970 è l’anno della definitiva consacrazione di Lucio Battisti che si afferma nella triplice veste di autore, cantante e produttore. Con “Fiori rosa, fiori di pesco”, uscita all’inizio dell’estate entra in classifica rimanendovi ai primi posti per tre mesi e aggiudicandosi per la seconda volta consecutiva la vittoria al Festivalbar (l’anno prima vinse con “Acqua azzurra, acqua chiara”). Come autore, sempre in coppia con Mogol, scrive per Mina “Insieme”, uno dei maggiori successi dell’estate. Ancora con Mina arriva in testa alle classifiche con la splendida “Io e te da soli” e Patty Pravo ottiene un discreto successo con il singolo “Per te”.
In veste di produttore Battisti porta ai primi posti in classifica “Questo folle sentimento” con la Formula 3, primo gruppo scritturato per la neonata etichetta NUMERO 1, fondata da Mogol, suo padre Mariano Rapetti e da Sandro Colombini, che dall’anno successivo vedrà Battisti, sganciato dal contratto con la Ricordi, diventare l’artista di punta per gli anni a venire.
Nei primi mesi dell’anno, (Questo folle sentimento è ancora in classifica) produce il primo album della Formula 3, ”Dies irae” da cui in estate verrà tratto il singolo “Sole giallo, sole nero”, sempre firmato Mogol-Battisti a cui seguirà in autunno “Io ritorno solo” che arriverà al 3° posto nella Hit Parade.
Alla fine dell’autunno piazza un altro colpo vincente con “Emozioni”, un brano carico di atmosfera e di delicate suggestioni sul cui retro vi è “Anna” che porterà questo singolo di nuovo al primo posto della Hit Parade, rimanendovi saldamente per sei settimane consecutive. Sulla scia di questo successo la Ricordi pubblica immediatamente il 2° LP di Lucio Battisti con lo stesso titolo e la stessa grafica del 45 giri, quella splendida foto che lo ritrae di profilo in controluce che diverrà un cult e uno degli album più venduti e rappresentativi della sua discografia.
L’album è una raccolta dei suoi precedenti successi a 45 giri con i relativi lati B, da “Acqua azzurra, acqua chiara” / “Dieci ragazze” a “Mi ritorni in mente” / 7 e 40” a “Fiori rosa, fiori di pesco” / “Il tempo di morire” a “Emozioni / Anna” si tratta di un brano più bello dell’altro, canzoni che sono diventate degli standard della musica italiana, dei classici senza tempo che sono entrati nella memoria collettiva e nel bagaglio musicale di ognuno di noi.
La carrellata di successi continua con “Non è Francesca”, “Io vivrò”, celebre anche nella versione dei ROKES, la delicata “Era”, retro del secondo singolo, fino a “Dolce di giorno”, originariamente incisa dai DIK DIK, retro del primo rarissimo 45 giri del 1965 “Per una lira”.
Anche l’album per due mesi, dicembre ‘70 e gennaio ‘71, rimane fisso al secondo posto in classifica, scendendo nei due mesi successivi al terzo e inaugurando da allora in poi una tradizione e una costante che vedrà ogni suo nuovo lavoro entrare regolarmente in cima alle classifiche, apprezzato e amato da un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo.
Già in questo album, pur essendo una raccolta di singoli, sono presenti le caratteristiche della sua genialità. Anzitutto il suo grande gusto per la melodia unito alla ricerca di soluzioni musicali sempre ardite ed innovative per la cui esecuzione Battisti si è circondato di un team di musicisti tra i migliori in Italia, la FORMULA 3, che lo accompagnerà anche nelle sue rare esibizioni dal vivo, e praticamente tutto il gruppo dei QUELLI (futura PFM), formando così un affiatato nucleo con cui realizzerà i suoi lavori negli anni immediatamente successivi, creando uno stile e un suono assolutamente unico e personale, che unito alla genialità di Mogol nello scrivere i testi hanno costituito un capitolo a sé stante nella storia della canzone italiana.
Gian Marco Carossino
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