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NORDEST NEWS - TRIESTE INTERNET MAGAZINE del 04-01-2007

Lucio Battisti rivisto dagli "Avanzi di Balera"

Il nome della band, da solo, per lo spirito dimostrato vale il prezzo del cd. Se poi questo è anche bello, ancora meglio. Ed è il caso dell’opera discografica degli Avanzi di Balera, "Quel gran genio del mio amico"…Tributo a Lucio Battisti (su etichetta On sale Music), gruppo lombardo composto da Djamel Bougherara (basso), Gianmarco Carossino (chitarre), Fabio del Rio (batteria) e Carlo Dolce (voce e flauto).

E a loro va il merito di aver approcciato in modo estremamente personale e per nulla manieristico le interpretazioni delle canzoni di Lucio, impresa non facile data la grandezza del cantautore di Poggio Bustone, lasciando anzi trasparire un inedito Battisti rockettaro.

Del resto, non sarebbe possibile altrimenti, dato che del Rio è stato il batterista del primo disco solista di Bruce Dickinson, cantante degli Iron Maiden e Carossino non nega affatto la propria radice rockettara. Il compact si presenta bene fin dalla confezione: cartonata, apribile, con la foto di copertina che richiama un vecchio giradischi.

L’interno riporta, a sinistra, crediti e ringraziamenti di rito mentre, a destra, il contenitore del disco è trasparente e lascia intravedere le foto dei quattro componenti, ognuno dei quali di un colore specifico. Il cd è picture, con serigrafata una foto in bianco e nero del gruppo. Le selezioni coprono un ampio raggio cronologico e di interpreti, spaziando da Bruno Lauzi, a Patty Pravo fino alla Formula 3. L’album - che ispira lo spettacolo che la band sta attualmente portando in tour - è stato registrato e mixato nel giugno - luglio 2001 nello studio "Michele L’intenditore" di Castenedolo (Bs), tecnico del suono Michele Coratella, editing e mastering Ale e Aldebran e prodotto da Italo Gnocchi e dagli Avanzi di Balera.

Dodici quelle del vasto repertorio battistiano prescelte per complessivi 51 minuti e 34 secondi di musica:

1. Insieme a te sto bene
2. Il vento
3. Fiori rosa, fiori di pesco
4. Amore caro, amore bello
5. Dieci ragazze
6. Anna
7. Sì, viaggiare
8. Io ritorno solo
9. Non è Francesca
10. Dio mio no
11. Il tempo di morire
12. Il paradiso

Il cd è acquistabile dal sito della On Sale Music, www.onsalemusic.it oppure può essere richiesto direttamente dal sito del gruppo, www.avanzidibalera.it.

GLI AVANZI DI BALERA

Gli Avanzi di Balera si sono formati nel 1992 con il semplice intento di costituire una cover-band che, contravvenendo all’esterofilia imperante, proponesse solo musica italiana. Dal maggio dello stesso anno ad ora hanno all’attivo oltre 800 date nei locali del nord Italia e non solo.

Gli AVANZI DI BALERA oggi sono :

Dal lontano esordio del 1992 il gruppo ha visto passare tre le sue fila numerosi musicisti fino alla formazione attuale, attiva stabilmente dal settembre del 1999, costituita oltre che dai due membri fondatori, Gian Marco Carossino e Carlo Dolce, dal bassista algerino Djamel Bougherarà e dal batterista Fabio Del Rio.

Gian Marco Carossino: chitarra e voce. Dopo alcune esperienze musicali in Sardegna, dove è nato, suona la chitarra acustica per anni nei pub (vive di questo per un periodo suonando a Parigi e Londra). All’inizio degli anni ’80 suona il basso nella cult hard rock band DOLCE’S con cui registra anche un demo tape. Dalla metà degli anni ’80 si dedica quasi esclusivamente alla chitarra fondando via via gli HAXO ANG, i FUSIBILI e la JOHNSON EXPERIENCE BAND.

Carlo Dolce: voce solista e flauto. Dopo varie esperienze, sia come flautista che come cantante, in alcune rock band bresciane negli anni ’70, è leader della cult hard rock band DOLCE’S, antesignani di un certo rock demenziale, con cui registra un demo tape con cover in italiano degli AC/DC, Judas Priest e Krokus e una manciata di canzoni proprie. Ha il merito di aver creduto per primo, in tempi non sospetti, nelle potenzialità della canzone italiana.

Jamel Bougherarà: basso. Nato in Algeria dove ha lavorato in varie formazioni di musica raì si trasferisce successivamente in Francia dove suona per un periodo a Parigi anche come turnista in studio e compie alcuni tour in Unione Sovietica e in vari paesi arabi. Nel 1992 si trasferisce in Italia dove suona in molti gruppi fino ad approdare nell’ottobre 1997 negli Avanzi.

Fabio Del Rio: batteria. Si trasferisce giovanissimo in Inghilterra dove rimane per quindici anni raccogliendo una serie di esperienze di tutto rispetto per un musicista italiano: lavoro in sala e tour con U.F.O.; due album, tour, radio e tv shows con JAGGED EDGE (Polydor); album "Tattoed Millionaire" (EMI), tour, radio e tv shows con BRUCE DICKINSON, voce degli IRON MAIDEN; per più di due anni in tour, sala, tv shows con ADRIAN SMITH, chitarrista degli IRON MAIDEN. Questi sono alcuni dei numerosi lavori fatti durante la sua permanenza a Londra (vedi dettagliata biografia e discografia sul sito http://web.tiscali.it/fabiodelrio). Nel giugno 1999 ritorna in Italia e dopo alcuni mesi entra nell’ultima formazione degli Avanzi.

Sono stati con loro durante gli anni: Peppe Rappa, Bernardo Savino, Carlo Cavalli, Pappo Bersotti, Max Marangoni, Marco "Gun" Dolfini, Ricky Valseriati, Marco "Pallida" Galperti, Davide Nicolini, Enrico Baita, Ludovico Quilleri, Umberto Rivarola, Stefano Mazzacani, Pier Luigi Colli, Cesare Valbusa, Enrico Catena, Maurizio Fogazzi, Paolo Rossi, Beppe Facchetti e Bernardo "Sancho" Sangiuliano.

LA LORO STORIA:

Durante il tour estivo del 1996 in Sardegna hanno conosciuto il produttore "Fat Celentano" (dietro lo pseudonimo si cela un noto personaggio dell’ambiente musicale milanese) che, colpito dalla comunicatività del gruppo nel coinvolgere e divertire il pubblico, ha posto le basi per un progetto discografico a cui gli Avanzi hanno lavorato per quasi due anni, scegliendo e riarrangiando in chiave rock alcuni brani a cui ognuno era in qualche modo particolarmente legato.

Un test del progetto è stato effettuato nel luglio 1997 in Sardegna alla sesta edizione del Rocce Rosse & Blues Festival di Arbatax dove hanno aperto con successo il concerto di Wilson Pickett e di James Brown (il ricco cartellone del festival vedeva nelle altre serate i concerti di David Bowie, Eric Clapton, Jeff Healey e B.B.King !).

Tra aprile e maggio del 1998, nel Pull Studio di Cesano Boscone, alle porte di Milano, con un manipolo di amici, realizzano per la Pull-Fuego il cd "Birre,gazzose e gin fizz". L’album, prodotto da Gigio Franchini, registrato da Paolo Baldan Bembo (attuale fonico dei varietà Fininvest) e mixato da Sean Chenery, sound engineer londinese che ha lavorato con artisti del calibro di Seal, Steve Winwood, James Brown e Boyzone, suonato praticamente in diretta, contiene un’ora di frizzante e tiratissimo rock : 10 avanzi-cover che rivisitano alcuni classici di Celentano, Battisti, Finardi e di gruppi quali gli Area di Demetrio Stratos e i Delirium di Ivano Fossati. Vi sono inoltre un omaggio al primo grande urlatore Tony Dallara e uno all’amico Benito Urgu, mitico cantante dei Barritas (gruppo beat sardo degli anni ’60), negli anni recenti spesso al fianco di Piero Chiambretti in numerose pubblicità e programmi televisivi, che partecipa anche alle registrazioni nella sua Cambale Twist; un incosciente adattamento funky di Aguaplano di Paolo Conte e 5 avanzi-song, scritte dagli Avanzi di Balera.

La formazione all’epoca oltre Gian Marco, Carlo e Jamel comprende alla batteria Ludovico Quilleri e alla chitarra Stefano Mazzacani che si occupa anche della produzione artistica e collabora al mixaggio. Il gruppo, per promuovere il disco appena uscito, intraprende nel mese di agosto, per il terzo anno consecutivo, un tour in Sardegna che vede Gian Marco in veste di bassista, causa l’assenza di Jamel per un viaggio in Algeria dal quale rientrerà poi felicemente sposato.

Nel settembre del 1999 con l’entrata di Fabio Del Rio il gruppo assume la sua attuale formazione di classico ed essenziale quartetto rock e inizia a lavorare al progetto sulle canzoni di Lucio Battisti, casualmente nato dalla partecipazione ad uno spettacolo di tributo a vari artisti in cui gli Avanzi decidono di presentare alcuni brani che già erano nel loro repertorio, di recuperare Amore caro amore bello, che era stato lasciato da parte nella realizzazione del cd "Birre, gazzose e gin fizz" e di arrangiare per l’occasione altre canzoni di Lucio Battisti.

Si arriva di conseguenza a registrare nel maggio del 2000 un demo con cinque canzoni, positivamente recensito sul n° 20 del dicembre 2000 della rivista L’ISOLA CHE NON C’ERA (speciale dedicato a Lucio Battisti), che, oltre ad Amore caro amore bello, portata al successo da Bruno Lauzi, contiene Sì viaggiare, Fiori rosa fiori di pesco, Il tempo di morire e Dio mio no, l’unica canzone di Battisti all’epoca sottoposta alla censura della RAI.

Il demo con questi cinque brani viene dato da Gian Marco all’amico Italo Gnocchi, il maggiore esperto e collezionista di Lucio Battisti nonché proprietario della On Sale, piccola ma vivace etichetta discografica dedita a ristampe di raro materiale anni ’60 che, entusiasta del risultato, inizialmente spinge il gruppo a continuare nel lavoro di riarrangiamento di altre canzoni di Battisti e, successivamente, decide di produrre e pubblicare questo nuovo lavoro degli Avanzi di Balera.

Nel giugno del 2001 gli Avanzi, negli studi di "Michele l’intenditore" dove già avevano registrato il demo, completano il lavoro attingendo dalla vasta produzione Mogol-Battisti e scegliendo con l’unico criterio di seguire le indicazioni dettate dai ricordi cui ognuno è più legato. Ecco così la presenza di canzoni meno conosciute ma comunque nascoste da qualche parte nella memoria di tutti come Insieme a te sto bene, retro di un 45 giri, Il vento, incisa dai Dik Dik (presente anche sul primo CD degli Avanzi e qui completamente risuonata) o Io ritorno solo della Formula 3. A queste si aggiungono dei classici come Dieci ragazze, Anna, Non è Francesca e Il Paradiso interpretata da Patty Pravo e mai incisa da Battisti.

Questo progetto, che gli Avanzi di Balera hanno realizzato personalizzando e dando una veste particolare con i loro grintosi arrangiamenti ad alcune tra le più belle canzoni di Lucio Battisti, si è concretizzato nel maggio del 2002 con la pubblicazione, per l’etichetta On sale, del nuovo lavoro discografico dal titolo "Quel gran genio del mio amico".

Con questo disco che ripercorre, attraverso le canzoni di Lucio Battisti e degli artisti che le hanno portate al successo, i momenti più belli della canzone italiana dagli anni ’60 fino agli anni più recenti gli Avanzi di Balera dimostrano che "Quel gran genio del mio amico" aveva una grande "anima rock".

SCRIVONO DI LORO:

Difficile non prendere la scossa quando si tocca il repertorio di Battisti. I segni delle ustioni sono visibili in molti dischi. L’operazione degli Avanzi di Balera è invece fatta da un gruppo di "elettricisti" doc, capaci di maneggiare il materiale in maniera accorta e isolando per bene ogni fuga in avanti. Dodici tracce per un album che ripercorre il periodo "mogol" del cantautore reatino, scelte con cura e con la voglia di offrire un prodotto che possa accontentare, ma non certo assecondare, lo sterminato popolo battistiano. Difatti il CD potrebbe spiazzare chi si aspetta una versione edulcorata di brani come Fiori rosa fiori di pesco o Non è Francesca. Gli Avanzi di Balera hanno il ritmo nel sangue e l’energia di chi ha passato anni a suonare nei pub e nei locali lombardi. La sezione ritmica, composta da Fabio Del Rio alla batteria e Djamel Bougherara al basso, risponde colpo su colpo alla ritmica sapiente di Gianmarco Carossino alle chitarre e, soprattutto, alla splendida voce di Carlo Dolce che spesso impreziosisce i brani con il suo flauto. Rock sanguigno e rispetto per l’intuizione ritmica che Lucio metteva nei suoi brani, questo il credo su cui si sono mossi gli Avanzi. Il gruppo bresciano riesce infatti nell’intento di ridare uno smalto più aggressivo a quelle composizioni che spesso venivano addolcite da arrangiamenti che utilizzavano troppo gli archi. Il terreno in cui si muove Insieme a te sto bene, Io ritorno solo, Dio mio no o Il vento, è fatto di chitarre acide alla Radius e atmosfere rock anni Settanta. Consigliato a chi vuole completare la propria disco-teca-battistiana con un disco "diverso" e straordinariamente vicino alle versioni originali. Buona la produzione, affidata ad Italo Gnocchi della On Sale Music, uno dei più grandi conoscitori di Battisti in Italia. Una garanzia per la scelta dei brani e del prodotto finale nel suo insieme. Una maggiore cura del libretto avrebbe reso il tutto più piacevole.
(Francesco Paracchini)


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