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BRESCIA OGGI del 29-09-1994

Bresciaoggi 29 settembre 1994

Dischi. Oggi nei negozi di tutta Italia esce “Hegel”
Battisti, un filosofo che fabbrica suoni
È forse l’ultimo album scritto con il poeta Panella
Otto canzoni per circa 40 minuti di musica. Una copertina bianca con poche informazioni per perpetuare una leggenda che continua.

Ci siamo quindi. Dopo le indiscrezioni, le rievocazioni, i dibattiti e le polemiche (per cosa non si farebbe polemica oggi in Italia!) che da oltre un anno "animano" le pagine dei giornali e gli schermi televisivi, "Hegel", il nuovo album di Lucio Battisti arriva oggi nei negozi di tutta Italia. Presumibilmente fra qualche giorno sarà nelle case di qualche migliaio di italiani, i quali se lo ascolteranno in tutta tranquillità traendo da tale attività giudizi che nessun opinionista sarà mai in grado di scalfire di una virgola.
Processo del tutto normale da quando esiste la musica pop come prodotto di mercato: e proprio questo è il tipo di approccio che Battisti (lo supponiamo, è ovvio) sembra incoraggiare. Innanzitutto con la sua "filosofìa dell’assenza", la sua virtualità, che non da altro frutto se non quello di rendere il suo personaggio, il suo mito (sì, sprechiamola pure la maledetta parola) ancor più attraente ed affascinante nonostante le curve adipose che qualche crudele fotografo ha reso visibili in tutta la penisola dopo mesi e mesi di paziente appostamento in Svizzera, dove il cantautore aretino abita ormai da molti anni.
Ma anche gli stessi ultimi dischi di Battisti sembrano fatti apposta per soffocare discussioni, per non dar adito a verbose speculazioni, per smorzare sul nascere ogni tentativo di "inserimento nel contesto culturale odierno". E "Hegel" non fa eccezione: copertina praticamente bianca, informazioni ridotte all’osso, nessuna nota tecnica fornita dalla casa discografica. Una specie di monolite insomma, un pianeta a sé stante autosufficiente ed autonomo, che chiede di esser preso così com’è, senza nulla in cambio se non il denaro necessario all’acquisto.
A tutto questo, va da sé, porta poi un massiccio contributo la musica. Quinto ed ultimo capitolo della lunga e non sempre apprezzata collaborazione fra Battisti e il poeta romano Pasquale Panella (dopo "Don Giovanni", "L’apparenza", "La sposa occidentale" e "Cosa succederà alla ragazza", licenziati a regolari intervalli di due anni), "Hegel" presenta otto canzoni per circa 40 minuti di musica: "Almeno all’inizio", "Hegel", "Tubinga", "La bellezza riunita", "La moda nel respiro", "Stanze come questa", "Estetica" e "La voce del viso".
Ancora una volta, i testi di Panella sembrano delle vertiginose scarrozzate sulle montagne russe dell’immaginazione in compagnia di Marinetti e Dalì, vere e proprie avventure semantiche nel fantastico mondo dei vocabolari impazziti cui Battisti cerca come può di aderire con musiche ed arrangiamenti, riuscendo anche ad infilarci, come sempre, qualche momento melodico memorabile.
Ecco quindi l’ennesima raccolta di non-canzoni, o meglio di canzoni destrutturate, smontate, scomposte, secondo uno stile che Battisti e Panella oppongono ormai dal 1986 al bagaglio ingombrante" della tradizione e degli schematismi tipici della canzone pop: rifiuto questo motivato non si sa fino a che punto da un’autentica esigenza di sperimentazione o rinnovamento o da una crudele attitudine incline alla smitizzazione e allo sberleffo.
Il giudizio su queste sue scelte recenti ha provocato una netta spaccatura, e non da oggi, nel pubblico dei fans: da una parte entusiastica adesione e plausi al coraggio di un musicista fuori dal coro per costituzione genetica; dall’altra la nostalgica rivendicazione di un passato comunque di ben altro livello, quello che ha permesso a Battisti di diventare la leggenda che è oggi.
Inutile del resto sottolineare che molto difficilmente "Tubinga" diventerà la nuova "Canzone del sole": ma è anche vero che Battisti ha scelto una via coraggiosa. Da grande della canzone italiana ancora oggi sa stupire offrendo qualcosa di radicalmente diverso rispetto a quanto si sente oggi in Italia, anche se (possiamo permetterci?) questa formula comincia a mostrare un po’ la corda.
di Claudio Andrizzi


E al Parco «Gallo» si rivivrà un’epoca riascoltando le sue canzoni

Quando Si dice «la forza delle coincidenze». Esce oggi il nuovo disco di Lucio Battisti e stasera alle ore 21, al parco Gallo, la Sesta Circoscrizione organizza una serata dedicata interamente al cantautore italiano nella quale si farà una carrellata dei suoi vecchi e indimenticati successi.
«Ci ritorni in mente», questo il tema della serata amarcord vedrà protagonisti gli «Avanzi di Balera», i «7’40» e il trio acustico composto da Carlo, Alberto e Gianmarco.
«Non si tratterà di un karaoke battistiano - assicurano gli organizzatori - sarà invece una grande festa collettiva che avrà naturalmente come colonna sonora le canzoni di Battisti che, coadiuvato nei testi da Mogol, ha saputo regalare negli anni ’70 canzoni che hanno segnato un’epoca».
Per partecipare alla serata non è importante saper cantare: serve solo aver voglia di ricordare, di sognare e di provare qualche brivido sull’onda delle emozioni che la vena artistica di Battisti ci ha regalato.
Magari, fra una canzone e l’altra ci sarà qualcuno che avrà già imparato a memoria le canzoni contenute nell’ultimo cd. Naturalmente acquistato e «divorato» a tempo di record.
P.V.


   BRESCIA OGGI del 29-09-1994
   Locandina Ci ritorni in mente
 


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